Una review sistematica con meta-analisi di 13 studi, pubblicata su JAMA Network Open, ha mostrato che la definizione di infezione respiratoria acuta grave (SARI) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 2014 ha una ridotta sensibilità e una maggiore specificità nelle coorti pediatriche più giovani, suggerendo che i sistemi di sorveglianza che si basano sulle definizioni dei casi di SARI potrebbero sottostimare il carico di malattia nei bambini. L’indagine è stata condotta da un team coordinato da Leo Hersi, della Queen’s University di Kingston, in Canada. In seguito alla pandemia di influenza H1N1 del 2009, l’OMS ha stabilito una nuova definizione di caso per la SARI per la sorveglianza virale. Tuttavia, diversi studi hanno suggerito che le definizioni non siano accurate nel rilevare il carico di malattia pediatrico. Per questo, il team è andato a valutare l’accuratezza diagnostica delle definizioni di caso SARI nel rilevare infezioni virali delle vie respiratorie confermate microbiologicamente tra i bambini ricoverati. Dei 1.144 studi identificati, 13 sono stati inclusi nell’analisi. In nove di questi studi, la definizione di SARI più comune è stata quella dell’OMS del 2014. I patogeni virali includevano l’influenza (10 studi) e il virus respiratorio sinciziale (RSV; 6 studi). La meta-analisi della definizione SARI dell’OMS del 2014 ha prodotto una sensibilità del 75,7% (IC al 95%, 65,0%-83,9%; I2 = 89,2%) e una specificità del 30,6% (IC al 95%, 19,8%-44,0%; I2 = 99,0%) per l’influenza (7 studi) e una sensibilità del 70,6% (IC al 95%, 56,9%-81,9%; I2 = 98,8%) e una specificità del 38,7% (IC al 95%, 25,7%-53,5%; I2 = 99,5%) per il RSV (5 studi). Nei sottogruppi più giovani, inoltre, la sensibilità sembrava diminuire mentre la specificità sembrava aumentare, sia per l’influenza che per il virus RSV.   

JAMA Network Open (2025) – doi: 10.1001/jamanetworkopen.2025.50298

Fonte: QuotidianoPediatria